sabato 20 luglio 2013

COSA NASCONDE COSA?

Pochi giorni fa avevo sollevato il sospetto che il caso Calderoli/Kyenge fosse un polverone mediatico sollevato a nascondere ben altri impicci, poco dopo Grillo sul suo blog sosteneva una teoria analoga dando a quegli impicci personaggi e interpreti: il caso Shalabayeva/Alfano, cosicché gli amici non potevano non dedurre che io mi riferissi allo stesso caso. Caso vuole (ah, l'alone semantico!) che ho scritto il post prima di vedere quello di Grillo, e non lo dico per assurdamente vantare primati di sorta, ma invece proprio per rimarcare che io non mi riferivo affatto all'impiccio col Kazakistan, di cui avevo letto ma non mi convinceva per niente, ed era per quello che non lo citavo, non per l'espediente retorico di lasciarlo intendere velatamente.
Dopo qualche giorno di "decantazione", ho finalmente trovato sul web un approfondimento che rappresenta abbastanza bene quello che penso della vicenda in cui si stava per bruciare il segretario del PdL, non fosse intervenuto il gemello PD a salvargli il culetto, su ordine di Berlusconi (business as usual). E' di Fulvio Grimaldi, e l'invito consueto ai meno pigri è di leggerlo tutto, tanto è esaustivo e convincente, per gli altri riassumo in due parole che la questione non è se parliamo di terrorista o di dissidente, rispetto a una democrazia o a un regime, ma è che gas, petrolio e altra robetta del genere l'Impero non la può lasciare in mano a chi non è dei  nostri (vedi Iran) senza perlomeno dargli continuamente fastidio. E la vicenda non è da caricare sul piatto dell'impiccio da  nascondere, ma semmai anch'essa su quello del polverone che nasconde, tanto è vero che non è nemmeno recentissima ed è più che legittimo chiedersi perché salta fuori proprio adesso: condivide infatti con l'altra la sintassi di sottofondo, narrando di vittime deboli di cui non si può non prendere le parti e quindi non può che partire il coro, cui stavolta neanche Grillo si è sottratto. Quindi è perfetta alla funzione di cortina di fumo.
Altra storia è come siano scattati come un sol uomo tutti, su fino al Bipresidente Innominabile (una cosa inaudita, guardate bene: peggio che in dittatura, si vieta senza fondamento giuridico) oramai prevedibilissimo nelle sue prese di posizione tanto sono chiari i suoi mandanti, a difendere l'Indifendibile con il solito inflazionato e debolissimo argomento del "non sapeva", senza considerare che le dimissioni sarebbero un atto ben più dovuto in questo caso che non nel caso che sapesse e avesse deciso di agire in accordo con uno Stato sovrano. Altra storia, e infatti non mi ci soffermo ulteriormente: ogni giorno che dura questo governo è un giorno perso per la salvezza del Paese, un passo in più verso il baratro, e questo è quanto.
Quello che mi interessa oggi è che non c'era che da aspettare con pazienza, per vedere cosa c'era davvero sull'altro piatto della bilancia, di così pesante da dover scatenare un deficiente in una delle sue tipiche performance razziste e, siccome non bastava, rendere pubblico un pasticcio combinato un mese e passa prima ai danni di altre due donne straniere, anche se pure queste mica tanto povere. Ed ecco che come spesso accade quelli che la verità in Italia non la dicono manco ammazzati quando parlano all'estero ogni tanto gli scappa, e poi hai voglia a smentire: il mandato a Letta dei suoi padroni europei è di mettere le cose in maniera che a quello che resta dell'opinione pubblica sembri inevitabile, più prima che poi, che le ultime ricchezze in mano pubblica italiana passino ai privati. Quello che non vi diranno mai, ma lo sanno benissimo e quando ve ne accorgerete sarà tardi, è che vendute Eni, Enel, CDP e Finmeccanica, il debito pubblico continuerà a crescere lo stesso, essendo ormai da anni autoalimentato dalla spesa per interessi nonostante attivi di cassa quasi costanti nel tempo (quel quasi c'è solo grazie a Berlusconi e Tremonti), sia in assoluto che a maggior ragione in rapporto col PIL dato che già in terza elementare si studia che se il denominatore di una frazione cala il valore della frazione cresce. E quindi venduti gli ultimi gioielli di casa al prossimo report negativo non resterà che vendersi pezzi di demanio, che so le Dolomiti o le spiagge, e licenziare in massa i dipendenti pubblici tagliando con l'accetta gli stipendi di quelli che restano, così aggravando peraltro la spirale recessiva. Se pensate sia impossibile chiedete a greci e spagnoli. E se pensate che noi però siamo l'Italia, perdindirindina, sappiate che questo significa solo che si, infatti dovremmo avere un governo capace di fare la voce grossa, facendo capire ai tedeschi che siamo pronti a rovesciare il tavolo se non cambiano radicalmente atteggiamento, anziché andargli a baciare le pile appena insediati premier o addirittura in previsione della cosa.
A proposito di Renzi, monta in seno alla base PD l'idea che sia l'unico in grado di salvare la baracca dalla liquefazione. Dimenticano, gli amici, che il PD è un ghiacciolo di acqua e sabbia, una cosa comunque non commestibile. L'acqua è potabile, ed è essenzialmente costituita dalla base di cui sopra, milioni di persone che li hanno votati per combattere Berlusconi e questi invece ci vanno assieme al governo e obbediscono ai suoi ordini; l'unico modo per recuperarla è sciogliere il ghiacciolo, lasciare depositare la sabbia, e travasare l'acqua in una formina diversa, magari con un bel po' di limonata a ridargli sapore. Letta e company sono la sabbia, Renzi forse qualcosa di peggio che renderà irrecuperabile l'acqua, poi non dite che non eravate stati avvertiti.

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